lunedì 23 febbraio 2026

NANCO PRESENTA "IVA E' PARTITA"... Da un lato, IVA è una donna reale.... Dall’altro, IVA è la partita IVA stessa, simbolo della condizione economica, del peso fiscale e della solitudine del lavoro autonomo Artista: Nanco “Iva è partita” https://www.youtube.com/watch?v=o7nNhBXnJeI Iva è partita, è partita Iva, mi ha preso tutto, la speranza e la vita. INTRO AL BRANO “Iva è partita” costruisce il proprio racconto su un doppio significato che attraversa l’intera canzone e trova nel videoclip la sua forma visiva. Da un lato, IVA è una donna reale: una presenza affettiva, fragile e conflittuale, legata sentimentalmente a un giovane imprenditore. Dall’altro, IVA è la partita IVA stessa, simbolo della condizione economica, del peso fiscale e della solitudine del lavoro autonomo. Il titolo diventa così una frattura di senso: “Iva è partita” è insieme l’abbandono della donna amata e il logoramento silenzioso di una vita imprenditoriale schiacciata dalle responsabilità. Amore e sistema economico si sovrappongono fino a diventare indistinguibili.… Testo Io ti seguivo, a tratti veloci su tutte quelle voci, tutte quelle bugie. Non c’era niente di vero, non era vero niente. Mi ravvedevo e per poco abboccavo, ipotizzavo, se pure fosse, quanto ti piace parlarmi di promesse. Avvisi atroci a forma di croci, condoni feroci di tutti gli ammanchi. E mi perdevo a tutti gli incroci, tutte quelle voci, tutte quelle bugie. Non era vero niente. Iva è partita, è partita Iva, mi ha preso tutto, la speranza e la vita. Poi m’è sembrato — ed io non ti pago, correggimi pure se sbaglio — hai preso i sogni dal cassetto e li hai messi nel bagaglio. E mi perdevo a tutti gli incroci, tutte quelle voci, tutte quelle bugie. Non era vero niente. C’è lo studio di settore che quantifica l’amore, nonostante il ragioniere, nonostante il tuo dottore. Iva è partita, è partita Iva, mi ha preso tutto, la speranza e la vita. BIOGRAFIA Nino Di Crescenzo, in arte Nanco, nasce a Teramo il 15 marzo 1975. Dopo l’esordio nel 1994 al Festival di Castrocaro, interrompe il percorso musicale per poi riprenderlo nel 2013 adottando lo pseudonimo Nanco e scrivendo il brano Amsterdam, finalista al Cantagiro 2014 e vincitore del Premio Speciale della Giuria per l’originalità del testo al Premio Alex Baroni 2015. Nel 2016 pubblica il primo album, Acerrimo, con la partecipazione di Goran Kuzminac in due brani. Il disco viene candidato tra le dieci migliori opere prime al Premio Tenco 2016, mentre il brano omonimo entra nei titoli di coda del film Timballo, con Maria Grazia Cucinotta e Ivan Franek. Nello stesso anno Carolina e la pioggia è semifinalista al Premio Pierangelo Bertoli. Nel 2017 esegue Ti invito in Abruzzo su Rete4 nel format Pianeta Moda e raggiunge la finale del Premio De André, condividendo negli anni il palco con artisti e personalità della scena nazionale e aprendo concerti di Francesco De Gregori, Filippo Graziani e altri protagonisti della musica italiana. Nel 2019 pubblica il singolo Dentro, prodotto con Giorgio Ciccarelli (Afterhours, CSI), seguito nel 2020 da Marsinell, dedicato all’emigrazione abruzzese in Belgio, con arrangiamenti del maestro Enrico Melozzi. Dalle successive collaborazioni con Melozzi e Paolo Giovenchi nascono nuovi brani ancora inediti. Con “IVA è partita”, Nanco inaugura una nuova fase del proprio percorso: un ritorno al cantautorato che unisce dimensione intima e racconto sociale, dando voce alle fragilità e alle contraddizioni del presente.
NANCO PRESENTA "IVA E' PARTITA"... Da un lato, IVA è una donna reale.... Dall’altro, IVA è la partita IVA stessa, simbolo della condizione economica, del peso fiscale e della solitudine del lavoro autonomo Artista: Nanco “Iva è partita” NANCO Iva è partita 2026 Iva è partita, è partita Iva, mi ha preso tutto, la speranza e la vita. INTRO AL BRANO “Iva è partita” costruisce il proprio racconto su un doppio significato che attraversa l’intera canzone e trova nel videoclip la sua forma visiva. Da un lato, IVA è una donna reale: una presenza affettiva, fragile e conflittuale, legata sentimentalmente a un giovane imprenditore. Dall’altro, IVA è la partita IVA stessa, simbolo della condizione economica, del peso fiscale e della solitudine del lavoro autonomo. Il titolo diventa così una frattura di senso: “Iva è partita” è insieme l’abbandono della donna amata e il logoramento silenzioso di una vita imprenditoriale schiacciata dalle responsabilità. Amore e sistema economico si sovrappongono fino a diventare indistinguibili.… Testo Io ti seguivo, a tratti veloci su tutte quelle voci, tutte quelle bugie. Non c’era niente di vero, non era vero niente. Mi ravvedevo e per poco abboccavo, ipotizzavo, se pure fosse, quanto ti piace parlarmi di promesse. Avvisi atroci a forma di croci, condoni feroci di tutti gli ammanchi. E mi perdevo a tutti gli incroci, tutte quelle voci, tutte quelle bugie. Non era vero niente. Iva è partita, è partita Iva, mi ha preso tutto, la speranza e la vita. Poi m’è sembrato — ed io non ti pago, correggimi pure se sbaglio — hai preso i sogni dal cassetto e li hai messi nel bagaglio. E mi perdevo a tutti gli incroci, tutte quelle voci, tutte quelle bugie. Non era vero niente. C’è lo studio di settore che quantifica l’amore, nonostante il ragioniere, nonostante il tuo dottore. Iva è partita, è partita Iva, mi ha preso tutto, la speranza e la vita. BIOGRAFIA Nino Di Crescenzo, in arte Nanco, nasce a Teramo il 15 marzo 1975. Dopo l’esordio nel 1994 al Festival di Castrocaro, interrompe il percorso musicale per poi riprenderlo nel 2013 adottando lo pseudonimo Nanco e scrivendo il brano Amsterdam, finalista al Cantagiro 2014 e vincitore del Premio Speciale della Giuria per l’originalità del testo al Premio Alex Baroni 2015. Nel 2016 pubblica il primo album, Acerrimo, con la partecipazione di Goran Kuzminac in due brani. Il disco viene candidato tra le dieci migliori opere prime al Premio Tenco 2016, mentre il brano omonimo entra nei titoli di coda del film Timballo, con Maria Grazia Cucinotta e Ivan Franek. Nello stesso anno Carolina e la pioggia è semifinalista al Premio Pierangelo Bertoli. Nel 2017 esegue Ti invito in Abruzzo su Rete4 nel format Pianeta Moda e raggiunge la finale del Premio De André, condividendo negli anni il palco con artisti e personalità della scena nazionale e aprendo concerti di Francesco De Gregori, Filippo Graziani e altri protagonisti della musica italiana. Nel 2019 pubblica il singolo Dentro, prodotto con Giorgio Ciccarelli (Afterhours, CSI), seguito nel 2020 da Marsinell, dedicato all’emigrazione abruzzese in Belgio, con arrangiamenti del maestro Enrico Melozzi. Dalle successive collaborazioni con Melozzi e Paolo Giovenchi nascono nuovi brani ancora inediti. Con “IVA è partita”, Nanco inaugura una nuova fase del proprio percorso: un ritorno al cantautorato che unisce dimensione intima e racconto sociale, dando voce alle fragilità e alle contraddizioni del presente.

mercoledì 4 febbraio 2026

ABISSI - Paramagia (Octopus Rising / Argonauta Records] STREAMING https://open.spotify.com/intl-it/album/60yzPnD4MaNF0Gd6cRKoSi?si=uOtDzzK6QFG96X2mhVGMaQ È un mondo a parte quello che gli Abissi costruiscono nel loro nuovo disco, un universo sonoro e simbolico che non offre risposte ma dissemina indizi. Paramagia non è solo un titolo, è una chiave: apre a una dimensione fatta di spunti segreti, riferimenti nascosti e domande che restano sospese. Chi è Grabovi? Cosa significa 3424? Madama Cristina è un personaggio reale o una figura che appartiene all’immaginario occulto del disco? E, soprattutto, cosa vuol dire davvero Paramagia?La band milanese sceglie di non spiegare, ma di evocare. Spesso si affida a linee vocali sognanti e lontane, che funzionano come un mantra. Una scelta radicale e ipnotica, che trasforma la voce in uno strumento capace di suggestionare più che raccontare, lasciando all’ascoltatore il compito di riempire i vuoti. Sotto la superficie di riff pesanti e atmosfere dense, il disco sembra dialogare con il presente, filtrandolo attraverso magia, cabala e simbolismo. Non c’è un messaggio diretto, ma una volontà di “demonizzare” questo periodo storico instabile, attraversato da guerre, teorie complottiste, deep state, mercati economici fuori controllo e paure collettive. Paramagia diventa così una lente deformante, un rituale sonoro che riflette il caos del mondo senza nominarlo mai apertamente. Un ascolto che inquieta, affascina e chiede di essere attraversato più volte, come un enigma che non vuole essere risolto.

martedì 2 dicembre 2025

 


Atom Lux

Voidgaze Dopamine Salad

https://open.spotify.com/intl-it/album/64Y8KzprtJzLOStLQP7kCS?si=0ho9aKmaQLS0htE_uacqig

 

Voidgaze Dopamine Salad è un debutto costruito con una precisione produttiva che contrasta volutamente con il caos estetico che vuole evocare. Atom Lux lavora su strutture ibride, dove l’impianto psych-rock si fonde con elementi alternative e garage attraverso una gestione attenta di saturazioni, dinamiche e layering. Le chitarre, spesso doppie e fortemente compresse, creano una base densa su cui si innestano synth acidi e voci distorte, che diventano parte integrante della timbrica più che semplice linea melodica.

Il disco sfrutta con costanza pattern ripetitivi e poliritmie, come nel 3-4-7 di Bad Snake Good Snake, per generare tensione interna senza ricorrere a climax tradizionali. Anche quando le strutture si fratturano – Death by Small Talk ne è l’esempio più evidente – l’assemblaggio dei moduli sonori mantiene un equilibrio studiato. La scelta di saturare le voci e sporcare progressivamente le chitarre, come in Black Mirror, traduce a livello tecnico il tema dell’esaurimento e del collasso.

Il risultato è un album che usa il linguaggio psichedelico non come deriva lisergica, ma come pratica di distorsione controllata. Atom Lux dimostra un controllo maturo degli strati sonori e una visione produttiva precisa, capace di rendere coerente anche la frammentazione più estrema.

martedì 11 novembre 2025

 


 

Rescue Zone presentano il video di Bed, un bellissimo concept video con atmosfere tra il dark e il sognante

https://youtu.be/5QdGz0M2Kmc?si=FSTgxb4s9jvoGavw

 

 

IL BRANO

Bed” si esprime in modo distaccato dalla persona e racconta la condizione che ognuno di noi vive dentro le proprie paure e insicurezze. Mostra come queste ci facciano sentire oppressi, inadeguati e costantemente in conflitto con noi stessi.

È una spinta alla ribellione, prima verso le nostre stesse gabbie interiori, per provare a uscire da quelle situazioni che creiamo con gesti istintivi e affrettati. Ci ricorda che tutto ciò di cui abbiamo bisogno va cercato ed ottenuto senza compromessi e paura.

Ogni riferimento rimanda a momenti di riflessione; ogni domanda cerca una risposta, senza sapere se sarà davvero quella giusta. Il brano racconta il passaggio dalla quiete apatica alla ribellione, nella ricerca di una risoluzione personale.

 

IL VIDEO

 

Il video di Bed si apre con una mano sanguinante e una camminata lenta, come se il pericolo fosse ormai alle spalle. È solo una tregua illusoria: ciò che inquieta dentro non ha mai smesso di muoversi. La cattura e il sacco calato sulla testa segnano il ritorno inevitabile di quelle ombre.

Su un materasso, il corpo giace con il volto coperto dallo stesso sacco. Mani che vagano ai lati sfiorano lo spazio attorno, presenze che tornano a manifestarsi e richiamano ciò che era stato messo a tacere.

Sul tavolo, circondato da figure mute,

una mano scivola dalladdome al volto: un contatto che rivela la verità nascosta, come se ciò da cui si fugge trovasse comunque il modo di manifestarsi.

Nel bagno, immerso nellabbandono, tutto si ribalta: chi tentava di fuggire diventa preda, e ciò che sembrava distante prende il controllo. Il trascinamento per i piedi legati e il cerchio rituale mostrano lesposizione totale alle proprie paure.

Nella sepoltura nasce un impulso di ribellione, un gesto istintivo per non lasciarsi inghiottire definitivamente. La corsa ritorna, tra cadute e riprese, fino alla stessa mano sanguinante che chiude il video, identica allinizio: il confronto con sé stessi non finisce, ritorna ciclicamente allo stesso varco.

 

 

BIOGRAFIA

 

I Rescue Zone si formano nel 2024, dallincontro tra cinque musicisti decisi a trasformare le proprie esperienze in qualcosa di autentico e potente. Tutto parte quando Emanuele, voce della band, contatta Nicola, bassista, nel settembre dello stesso anno. Con Andrea alla batteria – compagno di palco di lunga data di Nicola – e i chitarristi Alice e Raffaello, vecchi amici uniti dalla stessa urgenza creativa, la formazione prende rapidamente vita.

Le loro influenze diverse si fondono in un sound diretto, energico e moderno, dove melodia e impatto convivono in perfetto equilibrio.

A giugno 2025 pubblicano il primo singolo, Get Away”, seguito da Bed”, due brani che segnano linizio del percorso dei Rescue Zone: una band che mette al centro listinto, la coesione e la voglia di suonare senza compromessi.

 

 

giovedì 2 ottobre 2025

 

NIMBY

presentano il terzo singolo,

"3 ottobre"

tratto dall'album BARBARIE

 

Il 3 ottobre esce “3 Ottobre”, terzo videoclip e quinto singolo di Barbarie, ultimo album dei Nimby. Il brano, dal tono cantautorale, racconta la solitudine esistenziale e il desiderio di cambiamento di fronte a un mondo alienato e consumista, ma anche il rischio di cedere alla tentazione dell’“uomo forte”, possibile dittatore contemporaneo. Il videoclip, girato in un crudo bianco e nero, rinuncia all’estetica patinata per sottolineare il contrasto vita/morte e il dilemma morale del protagonista. La scelta del monocromo concentra l’attenzione su azioni e personaggi, disturbata però dalla presenza di dispositivi elettronici simbolo di distrazione di massa. Il personaggio, diviso tra sogno rivoluzionario e attrazione per il potere, è fragile nella sua solitudine e incline alla corruzione, riflettendo un’umanità che, tra simboli e rimandi storici, rischia di ripetere i propri errori.

Il video, un elegante clip in bianco e nero, che porta magicamente a livello visuale i contenuti della canzone, è stato realizzato dal regista Emanuele Spagnolo.

GUARDA IL VIDEO

https://youtu.be/xbk5QZp2MMg

IL TESTO

Oggi, mercoledì 3 ottobre,

ho deciso di fondare un movimento individuale

per la promozione di un nuovo giudizio universale

Ci ho riflettuto ieri, martedì 2 ottobre 

mentre ancora intorpidito provavo a rendermi la vita meno uguale

Che tristissimo eureka lui col suo pattume

Passo svelto e schiena dritta,

si liberava di un peccato consumista.

Una cacca di plastica, neanche troppo sola

invocava l’attenzione del testimone che era stato la sua gola

Dimmi che sei con me, anche quando non trovo le parole

Dimmi che sei come me, contemplatore della rivoluzione

 

Oggi, mercoledì 3 ottobre

ho deciso di affidare tutti sti sbagli alla pena capitale

Mi è balenato ieri, martedì 2 ottobre

mentre i saggi e i poveracci si masticavano boriosi le parole

Quasi quasi mi arrendo, resterei in disparte,

ma ho la smania di azzerare di giudicare il tutto per una parte

Dimmi che sei con me, anche quando non vedo più di un dove

Dimmi che sei come me, affascinato dal moderno dittatore.

 

BIOGRAFIA

Nata da un’idea del frontman Tommaso La Vecchia e del chitarrista Aldo Ferrara, la rock band esordisce dal vivo nel 2009 in Calabria, offrendo un sound autentico nel panorama indie alternative italiano. 

Il primo lavoro è l’Ep del 2010 "A glimpse of world seen thru the eyes of an old tree" forte della presenza musicisti della scena locale come Arco Parentela (4Gradi Brix, Gioman) al basso e Antonio Guzzomì (Meat For Dogs, Bretus) alla batteria.
Il primo LP della band è “Not In My Back Yard” del 2013, con la coproduzione di Fabio Magistrali (Afterhours, Marta Sui Tubi, Rosolina Mar, etc.). Nella formazione ci sono Gianluca Fulciniti (batteria), Stefano Lo Iacono (basso), Francesco La Vecchia (chitarra), Raffaele De Carlo (cori e flauto traverso); Le registrazioni, in presa diretta, vengono eseguite al MuSaBa. di Mammola (RC) parco-museo dell’artista internazionale Nik Spatari che ospita tutta la band nella sua splendida foresteria e concede l’utilizzo di ben tre opere pittoriche per l’artwork del cd.
Dopo la realizzazione del primo videoclip “Summer” nasce un’intesa col regista Matteo Scarfò che, oltre a realizzare il video di “Cinema” sceglie alcuni brani di “Not In My Back Yard” tra le musiche del docu-film “BOMB! Fantasia In Fiamme”, dedicato alla vita e alla poesia “Beat” di Gregory Corso.
Il secondo album, “NIMBY II” del 2018, è realizzato in coproduzione artistica con Manuele Fusaroli (Nada, Tre Allegri Ragazzi Morti, Il Teatro degli Orrori, One Dimensional Man, Karate), registrato e mixato al Natural Headquarter Studio di Corlo (FE) con l’assistenza al banco di Federico Viola.  A sostiuire Gianluca Fulciniti c’è Simone Matarese (Meat For Dogs, Bretus, Bruno & The Souldiers). Illustrazioni e grafiche dell’LP sono stati realizzati dall’artista Andrea Grosso Ciponte, professore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Il formato fisico in vinile è stato stampato dalla PPM. La copertina ha vinto il Best "Art Vinyl Choice" nel concorso BEST ART VINYL 2018 che premia i più bei vinili del panorama italiano.
Nel 2020 Vins Perri (Sharada) - batteria e voci - e Giuseppe Quaresima – basso - subentrano rispettivamente al posto di Simone Matarese e Stefano Lo Iacono per produrre nuovi brani presso il NUNULAB Studio (Mammola - RC) e il Black Horse Music Studio (Catanzaro). Inizia, dunque, una nuova stagione compositiva dove la poetica di Tommaso cambia prospettiva: dalle tematiche contemplative o introspettive dei primi due album, nel nuovo lavoro il cantante volge lo sguardo verso particolari fenomeni sociali, senza perdere l'opportunità di raccontarli attraverso giochi surreali e lenti caleidoscopiche. Nel 2023 il bassista Manuel Grandinetti entra nella formazione in sostituzione di Giuseppe.

Nel dicembre del 2023 esce in digitale con l’etichetta “Semplicemente Dischi” il primo singolo del terzo disco “Barbarie”, “Avatar”, insieme al videoclip realizzato in frame by frame da Raffaele Rotundo dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.
Nel settembre 2024 esce il digitale sempre con la stessa etichetta il secondo singolo "Montevideo" insieme al videoclip realizzato dal regista Giuseppe Curti (aiuto regia in Freaks Out, Lo Chiamavano Jeeg Robot). Il 5 ottobre 2024 suonano a Faenza sul "Palco Crescendo" del Festival MEI mentre qualche settimana dopo il videoclip di Montevideo riceve il premio "Onda Rock Music Video Contest".
Il 21 Marzo 2025 esce in vinile e in digitale il terzo album Barbarie, anticipato dai singoli "A Terra" e "Johnny Freak".


Negli anni la band condivide il palco con gruppi come Jeniferever, Octopuss, Saint Just, Sick Tamburo, Bud Spencer Blues Explosion, Andy Timmons, Rezophonic, Omar Pedrini, etc; preziosa la collaborazione con Franco Dionesalvi per alcuni spettacoli di musica e poesia, presentati in rassegne come il “Festival delle Serre” di Cerisano, “Primavera dei Teatri” di Castrovillari e il “Festival Internazionale della Poesia” al MUDEC di Milano. Infine, si segnalano partecipazioni ai migliori festival musicali calabresi come Invasioni, Restart Cosenza Vecchia, Color Fest, Trame, Rock On Martirano Lombardo, Tradizionandu, Onda Rock etc.

 

BARBARIE

Tra le onde agitate della nostra umanità decadente, la band vuole offrire un nuovo equilibrio attraverso il linguaggio del rock alternativo, ricco di intenzioni cantautorali e libero dagli schemi dell’industria musicale nostrana. In un periodo storico in cui l'esistenza dell'umanità è messa alla prova e in discussione, in questo album i Nimby provano a raccontare, attraverso determinati personaggi e fenomeni sociali, le contraddizioni della nostra epoca. Se nei brani i testi di Tommaso fanno volgere lo sguardo verso gli ultimi della società, la copertina offre invece una prospettiva verso chi ha intenzione di manipolare le nostre menti e ci fa sprofondare nella Barbarie. Attraverso un gioco di assonanze il barbiere della copertina, realizzata su tela dall’artista Matteo Marcucci alias Mista Mark, è il medium a cui affidiamo ciò che antropologicamente di più vicino è alla mente dell’uomo: i capelli che, nella Storia del rock, sono un simbolo del vigore con cui viene trasmesso, attraverso linguaggi differenti, l’istinto controculturale del musicista. Il volto mostruoso nel quarto riquadro rappresenta il “taglio” finale realizzato dal Barbiere per sottomettere le nostre menti al Potere. Il disco, annunciato in precedenza dai singoli Avatar e Montevideo, è stato autoprodotto dalla band in totale modalità DIY; le registrazioni il missaggio e il mastering sono state affidate a due studi di Registrazione, il NunuLab (Mammola - RC) e il Black Horse MusicStudio(Catanzaro).

 

IL VINILE 

Il disco, annunciato in precedenza dai singoli Avatar e Montevideo, è stato autoprodotto dalla band in totale modalità DIY; le registrazioni il missaggio e il mastering sono state affidate a due studi di registrazione, il NunuLab (Mammola - RC) e il Black Horse Music Studio (Catanzaro). 

Oltre che al formato digitale è prevista anche l’uscita di un formato fisico molto speciale: sono state stampate 200 copie a 33 giri numerate, di cui le prime 100 su vinile colorato naturale con un multi splatter richiamante i colori della copertina, sono già soldout. Inoltre, l’inserto interno, coi testi da un lato e la copertina dall’altro, darà la possibilità di approfondire il contenuto delle liriche ed eventualmente utilizzare l’opera dell’artista Mista Mark presente come poster da incorniciare. 

La stampa del vinile, realizzata con l’etichetta catanzarese Semplicemente Dischi è stata affidata alla giovane fabbrica calabrese di Vinili Southbound Press, una delle pochissime fabbriche in Italia capace di offrire la stampa di vinili colorati splatter e marble.

 

 

martedì 30 settembre 2025

 


 

Slow Rush presentano il video Be Your Movie... estetica tra il pop, il kitsch e il trash... brano power pop con attitudine punk

Link a YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=4-ZosMo5hg8

 

 

Intro/Descrizione video:

Be Your Movie, ideato dagli Slow Rush e diretto da Alberto Frisinghelli, trasformano un brano già di per sé carico di riferimenti pop e nostalgia in un vero e proprio videoclip surreale. Il video si muove tra commedia e sogno ad occhi aperti, senza mai prendersi troppo sul serio, ma riuscendo al tempo stesso a fotografare perfettamente lo spirito del pezzo.

Il titolo è il cuore del gioco: Be Your Movie diventa sia una dedica romantica che un’irresistibile onomatopea campagnola (moo-vie), e il video sfrutta questo doppio registro con una serie di scene volutamente sopra le righe. Vediamo così mucche che rincorrono i protagonisti, sirenetti con barba e baffi, stanze anni 2000 tappezzate di VHS e poster, fino a telefonate infinite fatte da banane umane che chiamano altre banane. Ogni sequenza è un omaggio ironico e affettuoso all’immaginario adolescenziale che ha nutrito una generazione, tra teen drama americani e pomeriggi passati davanti alla TV.
La forza del video sta proprio nell’abilità di mischiare i registri: il tono goliardico e leggero non cancella la profondità del senso del testo, ma la amplifica, mettendo in scena quel senso di confusione brillante che accompagna le prime scoperte, i primi innamoramenti e i primi desideri che non corrispondono a ciò che il mondo si aspetta da te. È un linguaggio visivo che sembra dire: “sì, è tutto assurdo, eppure siamo esattamente qui, dentro questa assurdità, a riconoscerci”.
E se la componente estetica guarda dichiaratamente al kitsch e al trash consapevole (camerette colorate, glitter ovunque, accessori fuori moda tornati cool), a dare sostanza al tutto è il finale: una panoramica su Vicenza, la città natale del trio. Una chiusura semplice ma potentissima, che riporta il racconto all’origine, mostrando che dietro le parodie e i travestimenti c’è un gruppo che non ha paura di dichiarare da dove viene e cosa sogna di diventare.

Be Your Movie non è solo un video, ma un manifesto di intenti: gli Slow Rush non si limitano a citare la cultura pop, la vivono, la deformano e la restituiscono con la freschezza di chi vuole divertirsi ma anche lasciare un segno.
Autoironia punk e libertà queer, un piccolo cult in potenza, capace di parlare a chiunque sia cresciuto con cartoni animati, VHS impazzite e crush impossibili.

 

Biografia band:

Gli Slow Rush nascono nel 2020 a Vicenza e suonano con l'urgenza di chi sa che perdere tutto non è un'opzione. Emo-core, alternative rock, il suono di una VHS che si inceppa a metà di una scena che avresti voluto rivedere e un approccio “take-it-or-leave-it” che celebra l’autenticità sopra ogni compromesso con un’identità che oscilla tra l’accettazione del disagio e l'introspezione.

Slow Rush è molto più di un semplice progetto musicale: è un viaggio interiore che propone di mettere a nudo la verità, come una lente che indaga la realtà delle emozioni e dei pensieri nascosti, sfidando le convenzioni stilistiche musicali di un panorama stracolmo di falsità confezionate, scegliendo sempre la strada dell'autenticità cruda. Anche quando fa male.