Rock-And-Roll-All-Night
lunedì 23 febbraio 2026
mercoledì 4 febbraio 2026
martedì 2 dicembre 2025
Atom Lux
Voidgaze Dopamine Salad
https://open.spotify.com/intl-it/album/64Y8KzprtJzLOStLQP7kCS?si=0ho9aKmaQLS0htE_uacqig
Voidgaze Dopamine
Salad è un
debutto costruito con una precisione produttiva che contrasta volutamente con
il caos estetico che vuole evocare. Atom Lux lavora su strutture ibride, dove
l’impianto psych-rock si fonde con elementi alternative e garage attraverso una
gestione attenta di saturazioni, dinamiche e layering. Le chitarre, spesso
doppie e fortemente compresse, creano una base densa su cui si innestano synth
acidi e voci distorte, che diventano parte integrante della timbrica più che
semplice linea melodica.
Il disco sfrutta con
costanza pattern ripetitivi e poliritmie, come nel 3-4-7 di Bad Snake Good
Snake, per generare tensione interna senza ricorrere a climax tradizionali.
Anche quando le strutture si fratturano – Death by Small Talk ne è
l’esempio più evidente – l’assemblaggio dei moduli sonori mantiene un
equilibrio studiato. La scelta di saturare le voci e sporcare progressivamente
le chitarre, come in Black Mirror, traduce a livello tecnico il tema
dell’esaurimento e del collasso.
Il risultato è un album
che usa il linguaggio psichedelico non come deriva lisergica, ma come pratica
di distorsione controllata. Atom Lux dimostra un controllo maturo degli strati
sonori e una visione produttiva precisa, capace di rendere coerente anche la
frammentazione più estrema.
martedì 11 novembre 2025
Rescue Zone presentano
il video di Bed, un bellissimo concept video con atmosfere tra il dark e il
sognante
https://youtu.be/5QdGz0M2Kmc?si=FSTgxb4s9jvoGavw
IL BRANO
“Bed” si esprime in modo
distaccato dalla persona e racconta la condizione che ognuno di noi vive dentro
le proprie paure e insicurezze. Mostra come queste ci facciano sentire
oppressi, inadeguati e costantemente in conflitto con noi stessi.
È una spinta alla ribellione, prima
verso le nostre stesse gabbie interiori, per provare a uscire da quelle
situazioni che creiamo con gesti istintivi e affrettati. Ci ricorda che tutto
ciò di cui abbiamo bisogno va cercato ed ottenuto senza compromessi e paura.
Ogni riferimento rimanda a momenti di
riflessione; ogni domanda cerca una risposta, senza sapere se sarà davvero
quella giusta. Il brano racconta il passaggio dalla quiete apatica alla
ribellione, nella ricerca di una risoluzione personale.
IL VIDEO
Il video di Bed si apre con una mano
sanguinante e una camminata lenta, come se il pericolo fosse ormai alle spalle.
È solo una tregua illusoria: ciò che inquieta dentro non ha mai smesso di
muoversi. La cattura e il sacco calato sulla testa segnano il ritorno inevitabile
di quelle ombre.
Su un materasso, il corpo giace con il
volto coperto dallo stesso sacco. Mani che vagano ai lati sfiorano lo spazio
attorno, presenze che tornano a manifestarsi e richiamano ciò che era stato
messo a tacere.
Sul tavolo, circondato da figure mute,
una mano scivola dall’addome
al volto: un contatto che rivela la verità nascosta, come se ciò da cui si
fugge trovasse comunque il modo di manifestarsi.
Nel bagno, immerso nell’abbandono,
tutto si ribalta: chi tentava di fuggire diventa preda, e ciò che sembrava
distante prende il controllo. Il trascinamento per i piedi legati e il cerchio
rituale mostrano l’esposizione totale
alle proprie paure.
Nella sepoltura nasce un impulso di
ribellione, un gesto istintivo per non lasciarsi inghiottire definitivamente.
La corsa ritorna, tra cadute e riprese, fino alla stessa mano sanguinante che
chiude il video, identica all’inizio: il
confronto con sé stessi non finisce,
ritorna ciclicamente allo stesso varco.
BIOGRAFIA
I Rescue Zone si formano nel 2024,
dall’incontro tra cinque musicisti
decisi a trasformare le proprie esperienze in qualcosa di autentico e potente.
Tutto parte quando Emanuele, voce della band, contatta Nicola, bassista, nel
settembre dello stesso anno. Con Andrea alla batteria – compagno di palco di
lunga data di Nicola – e i chitarristi Alice e Raffaello, vecchi amici uniti
dalla stessa urgenza creativa, la formazione prende rapidamente vita.
Le loro influenze diverse si fondono
in un sound diretto, energico e moderno, dove melodia e impatto convivono in
perfetto equilibrio.
A giugno 2025 pubblicano il primo
singolo, “Get Away”, seguito da “Bed”, due brani che segnano l’inizio
del percorso dei Rescue Zone: una band che mette al centro l’istinto,
la coesione e la voglia di suonare senza compromessi.
giovedì 2 ottobre 2025
presentano
il terzo singolo,
"3
ottobre"
tratto
dall'album BARBARIE
Il 3 ottobre esce
“3 Ottobre”, terzo videoclip e quinto singolo di Barbarie, ultimo album dei
Nimby. Il brano, dal tono cantautorale, racconta la solitudine esistenziale e
il desiderio di cambiamento di fronte a un mondo alienato e consumista, ma
anche il rischio di cedere alla tentazione dell’“uomo forte”, possibile
dittatore contemporaneo. Il videoclip, girato in un crudo bianco e nero,
rinuncia all’estetica patinata per sottolineare il contrasto vita/morte e il
dilemma morale del protagonista. La scelta del monocromo concentra l’attenzione
su azioni e personaggi, disturbata però dalla presenza di dispositivi
elettronici simbolo di distrazione di massa. Il personaggio, diviso tra sogno
rivoluzionario e attrazione per il potere, è fragile nella sua solitudine e
incline alla corruzione, riflettendo un’umanità che, tra simboli e rimandi
storici, rischia di ripetere i propri errori.
Il
video, un elegante clip in bianco e nero, che porta magicamente a livello visuale
i contenuti della canzone, è stato realizzato dal regista Emanuele Spagnolo.
GUARDA
IL VIDEO
IL TESTO
Oggi,
mercoledì 3 ottobre,
ho
deciso di fondare un movimento individuale
per
la promozione di un nuovo giudizio universale
Ci ho
riflettuto ieri, martedì 2 ottobre
mentre
ancora intorpidito provavo a rendermi la vita meno uguale
Che
tristissimo eureka lui col suo pattume
Passo
svelto e schiena dritta,
si
liberava di un peccato consumista.
Una
cacca di plastica, neanche troppo sola
invocava
l’attenzione del testimone che era stato la sua gola
Dimmi
che sei con me, anche quando non trovo le parole
Dimmi
che sei come me, contemplatore della rivoluzione
Oggi,
mercoledì 3 ottobre
ho
deciso di affidare tutti sti sbagli alla pena capitale
Mi è
balenato ieri, martedì 2 ottobre
mentre
i saggi e i poveracci si masticavano boriosi le parole
Quasi
quasi mi arrendo, resterei in disparte,
ma ho
la smania di azzerare di giudicare il tutto per una parte
Dimmi
che sei con me, anche quando non vedo più di un dove
Dimmi
che sei come me, affascinato dal moderno dittatore.
BIOGRAFIA
Nata da un’idea del
frontman Tommaso La Vecchia e del chitarrista Aldo Ferrara, la rock band
esordisce dal vivo nel 2009 in Calabria, offrendo un sound autentico nel
panorama indie alternative italiano.
Il primo lavoro è l’Ep del 2010 "A glimpse of
world seen thru the eyes of an old tree" forte della presenza musicisti
della scena locale come Arco Parentela (4Gradi Brix, Gioman) al basso e Antonio
Guzzomì (Meat For Dogs, Bretus) alla batteria.
Il primo LP della band è “Not In My Back Yard” del 2013, con la coproduzione di
Fabio Magistrali (Afterhours, Marta Sui Tubi, Rosolina Mar, etc.). Nella
formazione ci sono Gianluca Fulciniti (batteria), Stefano Lo Iacono (basso),
Francesco La Vecchia (chitarra), Raffaele De Carlo (cori e flauto traverso); Le
registrazioni, in presa diretta, vengono eseguite al MuSaBa. di Mammola (RC)
parco-museo dell’artista internazionale Nik Spatari che ospita tutta la band
nella sua splendida foresteria e concede l’utilizzo di ben tre opere pittoriche
per l’artwork del cd.
Dopo la realizzazione del primo videoclip “Summer” nasce un’intesa col regista
Matteo Scarfò che, oltre a realizzare il video di “Cinema” sceglie alcuni brani
di “Not In My Back Yard” tra le musiche del docu-film “BOMB! Fantasia In
Fiamme”, dedicato alla vita e alla poesia “Beat” di Gregory Corso.
Il secondo album, “NIMBY II” del 2018, è realizzato in coproduzione artistica
con Manuele Fusaroli (Nada, Tre Allegri Ragazzi Morti, Il Teatro degli Orrori,
One Dimensional Man, Karate), registrato e mixato al Natural Headquarter Studio
di Corlo (FE) con l’assistenza al banco di Federico Viola. A sostiuire
Gianluca Fulciniti c’è Simone Matarese (Meat For Dogs, Bretus, Bruno & The
Souldiers). Illustrazioni e grafiche dell’LP sono stati realizzati dall’artista
Andrea Grosso Ciponte, professore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Il
formato fisico in vinile è stato stampato dalla PPM. La copertina ha vinto il
Best "Art Vinyl Choice" nel concorso BEST ART VINYL 2018 che premia i
più bei vinili del panorama italiano.
Nel 2020 Vins Perri (Sharada) - batteria e voci - e Giuseppe Quaresima – basso
- subentrano rispettivamente al posto di Simone Matarese e Stefano Lo Iacono
per produrre nuovi brani presso il NUNULAB Studio (Mammola - RC) e il Black
Horse Music Studio (Catanzaro). Inizia, dunque, una nuova stagione compositiva
dove la poetica di Tommaso cambia prospettiva: dalle tematiche contemplative o
introspettive dei primi due album, nel nuovo lavoro il cantante volge lo
sguardo verso particolari fenomeni sociali, senza perdere l'opportunità di
raccontarli attraverso giochi surreali e lenti caleidoscopiche. Nel 2023 il
bassista Manuel Grandinetti entra nella formazione in sostituzione di Giuseppe.
Nel dicembre del 2023 esce in digitale con l’etichetta “Semplicemente Dischi”
il primo singolo del terzo disco “Barbarie”, “Avatar”, insieme al videoclip
realizzato in frame by frame da Raffaele Rotundo dell’Accademia delle Belle
Arti di Catanzaro.
Nel settembre 2024 esce il digitale sempre con la stessa etichetta il secondo
singolo "Montevideo" insieme al videoclip realizzato dal regista
Giuseppe Curti (aiuto regia in Freaks Out, Lo Chiamavano Jeeg Robot). Il 5
ottobre 2024 suonano a Faenza sul "Palco Crescendo" del Festival MEI
mentre qualche settimana dopo il videoclip di Montevideo riceve il premio
"Onda Rock Music Video Contest".
Il 21 Marzo 2025 esce in vinile e in digitale il terzo album Barbarie,
anticipato dai singoli "A Terra" e "Johnny Freak".
Negli anni la band condivide il palco con gruppi come Jeniferever, Octopuss,
Saint Just, Sick Tamburo, Bud Spencer Blues Explosion, Andy Timmons,
Rezophonic, Omar Pedrini, etc; preziosa la collaborazione con Franco Dionesalvi
per alcuni spettacoli di musica e poesia, presentati in rassegne come il
“Festival delle Serre” di Cerisano, “Primavera dei Teatri” di Castrovillari e
il “Festival Internazionale della Poesia” al MUDEC di Milano. Infine, si
segnalano partecipazioni ai migliori festival musicali calabresi come
Invasioni, Restart Cosenza Vecchia, Color Fest, Trame, Rock On Martirano
Lombardo, Tradizionandu, Onda Rock etc.
BARBARIE
Tra le onde agitate
della nostra umanità decadente, la band vuole offrire un nuovo equilibrio
attraverso il linguaggio del rock alternativo, ricco di intenzioni cantautorali
e libero dagli schemi dell’industria musicale nostrana. In un periodo storico
in cui l'esistenza dell'umanità è messa alla prova e in discussione, in questo
album i Nimby provano a raccontare, attraverso determinati personaggi e
fenomeni sociali, le contraddizioni della nostra epoca. Se nei brani i testi di
Tommaso fanno volgere lo sguardo verso gli ultimi della società, la copertina
offre invece una prospettiva verso chi ha intenzione di manipolare le nostre
menti e ci fa sprofondare nella Barbarie. Attraverso un gioco di assonanze il
barbiere della copertina, realizzata su tela dall’artista Matteo Marcucci alias
Mista Mark, è il medium a cui affidiamo ciò che antropologicamente di più
vicino è alla mente dell’uomo: i capelli che, nella Storia del rock, sono un
simbolo del vigore con cui viene trasmesso, attraverso linguaggi differenti, l’istinto
controculturale del musicista. Il volto mostruoso nel quarto riquadro
rappresenta il “taglio” finale realizzato dal Barbiere per sottomettere le
nostre menti al Potere. Il disco, annunciato in precedenza dai singoli Avatar e
Montevideo, è stato autoprodotto dalla band in totale modalità DIY; le
registrazioni il missaggio e il mastering sono state affidate a due studi di
Registrazione, il NunuLab (Mammola - RC) e il Black Horse
MusicStudio(Catanzaro).
IL VINILE
Il disco,
annunciato in precedenza dai singoli Avatar e Montevideo, è stato autoprodotto
dalla band in totale modalità DIY; le registrazioni il missaggio e il mastering
sono state affidate a due studi di registrazione, il NunuLab (Mammola - RC) e
il Black Horse Music Studio (Catanzaro).
Oltre che al
formato digitale è prevista anche l’uscita di un formato fisico molto speciale:
sono state stampate 200 copie a 33 giri numerate, di cui le prime 100 su vinile colorato naturale con
un multi splatter richiamante i colori
della copertina, sono già soldout. Inoltre, l’inserto interno, coi testi da un
lato e la copertina dall’altro, darà la possibilità di approfondire il
contenuto delle liriche ed eventualmente utilizzare l’opera dell’artista Mista
Mark presente come poster da incorniciare.
La stampa del vinile, realizzata con
l’etichetta catanzarese Semplicemente Dischi è stata affidata alla giovane
fabbrica calabrese di Vinili Southbound Press, una delle pochissime fabbriche
in Italia capace di offrire la stampa di vinili colorati splatter e marble.
martedì 30 settembre 2025
Slow Rush presentano il video Be Your Movie... estetica tra
il pop, il kitsch e il trash... brano power pop con attitudine punk
Link a YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=4-ZosMo5hg8
Intro/Descrizione
video:
Be Your Movie,
ideato dagli Slow Rush e diretto da Alberto Frisinghelli, trasformano un brano
già di per sé carico di riferimenti pop e nostalgia in un vero e proprio
videoclip surreale. Il video si muove tra commedia e sogno ad occhi aperti,
senza mai prendersi troppo sul serio, ma riuscendo al tempo stesso a
fotografare perfettamente lo spirito del pezzo.
Il titolo è il
cuore del gioco: Be Your Movie diventa sia una dedica romantica che
un’irresistibile onomatopea campagnola (moo-vie), e il video sfrutta questo
doppio registro con una serie di scene volutamente sopra le righe. Vediamo così
mucche che rincorrono i protagonisti, sirenetti con barba e baffi, stanze anni
2000 tappezzate di VHS e poster, fino a telefonate infinite fatte da banane
umane che chiamano altre banane. Ogni sequenza è un omaggio ironico e
affettuoso all’immaginario adolescenziale che ha nutrito una generazione, tra
teen drama americani e pomeriggi passati davanti alla TV.
La forza del video sta proprio nell’abilità di mischiare i registri: il tono
goliardico e leggero non cancella la profondità del senso del testo, ma la
amplifica, mettendo in scena quel senso di confusione brillante che accompagna
le prime scoperte, i primi innamoramenti e i primi desideri che non
corrispondono a ciò che il mondo si aspetta da te. È un linguaggio visivo che
sembra dire: “sì, è tutto assurdo, eppure siamo esattamente qui, dentro questa
assurdità, a riconoscerci”.
E se la componente estetica guarda dichiaratamente al kitsch e al trash
consapevole (camerette colorate, glitter ovunque, accessori fuori moda tornati
cool), a dare sostanza al tutto è il finale: una panoramica su Vicenza, la
città natale del trio. Una chiusura semplice ma potentissima, che riporta il
racconto all’origine, mostrando che dietro le parodie e i travestimenti c’è un
gruppo che non ha paura di dichiarare da dove viene e cosa sogna di diventare.
Be Your Movie non è
solo un video, ma un manifesto di intenti: gli Slow Rush non si limitano a
citare la cultura pop, la vivono, la deformano e la restituiscono con la
freschezza di chi vuole divertirsi ma anche lasciare un segno.
Autoironia punk e libertà queer, un piccolo cult in potenza, capace di parlare
a chiunque sia cresciuto con cartoni animati, VHS impazzite e crush
impossibili.
Biografia band:
Gli Slow Rush nascono nel 2020 a
Vicenza e suonano con l'urgenza di chi sa che perdere tutto non è un'opzione.
Emo-core, alternative rock, il suono di una VHS che si inceppa a metà di una
scena che avresti voluto rivedere e un approccio “take-it-or-leave-it” che
celebra l’autenticità sopra ogni compromesso con un’identità che oscilla tra
l’accettazione del disagio e l'introspezione.
Slow Rush è molto più di un
semplice progetto musicale: è un viaggio interiore che propone di mettere a
nudo la verità, come una lente che indaga la realtà delle emozioni e dei
pensieri nascosti, sfidando le convenzioni stilistiche musicali di un panorama stracolmo
di falsità confezionate, scegliendo sempre la strada dell'autenticità cruda.
Anche quando fa male.




