L’Arcano Patavino
– Transcode
Qui puoi ascoltare
il disco in streaming
https://music.imusician.pro/a/zIAt2qGC
Transcode è disponibile in formato digitale su tutte le
piattaforme streaming musicali, è prossimo ad essere stampato in formato CD.
Un’edizione limitata ricca di immagini.
I dieci racconti, dove strumenti suonati ed elettronica
convivono in simbiosi con umanità e paure, affrontano il tema della perdita,
dell’attesa, della memoria, del mondo circostante.
Scritto, suonato e registrato da Matteo Patavino (pianoforte
e sintetizzatori) e interpretato da Donato Arcano (voci e chitarre) è un album
concept, multiforme e colorato, che abbraccia rock e canzone d’autore. Transcode
è la storia di Johnny il quale, finito sull’orlo del precipizio, capisce di
essere governato da un potere che agisce senza principi e senza scrupoli. Solo
dopo aver affrontato dure prove, contro alcuni dei suoi inconsci, Johnny
recupera quell’ umanità che forse gli permetterà di sopravvivere.
Il lavoro interamente autoprodotto, si avvale delle preziose
collaborazioni di Ferruccio Spinetti (Avion Travel, Musica Nuda), basso
elettrico (La danza e Terlundana); e di Maurizio Liguori, chitarra elettrica
(Il corvo, New city); Christian Nasillo, chitarra elettrica (L'amore sospeso,
Soffio); Simone Tamaro, sax (Johnny, Morgana).
Il disco è stato masterizzato da Alessandro Guasconi al
Virus Recording Studio. Per le immagini di Transcode, L’Arcano Patavino si accompagna
con le opere dell’artista Luigi Mastrangelo, interprete della“pittura Mediale”.
BIOGRAFIA
L’Arcano Patavino ha debuttato discograficamente nel 2010
con l’album “D’Amore e di Devozione” (Promomusic/Raitrade/Edel), intenso
lavoro, frutto di ricerche etnomusicologiche nel Basso Molise.
Conservando dialetto e melodie originali, il duo, formato da
Donato Arcano e Matteo Patavino, affiancato da Lorenzo Moka Tommasini per la
produzione artistica, ha rielaborato antichi canti popolari, arricchendoli con
archi e arrangiamenti elettro-rock. Un album ricco di collaborazioni tra le
quali Cristiano Godano, interprete di
Passione (canto del Venerdì Santo), e Tony Bowers (bassista
storico dei Simply Red), basso elettrico in Carregna. Il disco, accolto da
ottimi giudizi della critica musicale, è stato inserito tra i migliori album
del 2010 dal settimanale Alias del Manifesto. Con il brano Maichentò, L’Arcano
Patavino è arrivato tra i 16 semifinalistidi Musicultura 2013.
A due anni dall’uscita di “D’Amore e di Devozione”, l’Arcano
Patavino ha iniziato la stesura di canzoni originali. Scritte, suonate e
registrate da Matteo (pianoforte e sintetizzatori) e interpretate da Donato
(voci e chitarre). Una creazione lunga più di 10 anni che ha portato alla luce
Transcode, dieci canzoni tra rock e
canzone d’autore. Dieci racconti dove strumenti suonati ed
elettronica convivono in simbiosi con umanità e paure.
Tra gli ospiti, Ferruccio Spinetti, basso elettrico ne La
Danza e Terlundana.
L’INTERVISTA
D1: Come descrivereste Transcode a qualcuno che non ha mai
sentito parlare de L'Arcano
Patavino?
R: Transcode, è la storia di Johnny, vittima/carnefice di
questo tempo tragico post-Novecento
che, tuttavia, non lascia intravvedere un futuro definibile.
Transcode racconta la crisi
dell’umanità, l’abbiamo scritta e interpretato partendo
dalle nostre esperienze reali, con i
nostri punti di riferimento culturali. Siamo realmente
consapevoli che coloro che vorranno
ascoltarlo troveranno le loro personali esperienze e i loro
punti di riferimento per poterlo
interpretare, liberamente. È un lavoro nel quale ciascuno
potrà ritrovare il suo Johnny.
D2: Che tipo di ascoltatore immaginate quando create musica?
R: Creiamo musica perché abbiamo qualcosa da dire, mossi
dalla necessità di essere
innovativi e nello stesso tempo comunicativi. Non
immaginiamo l’a s c o l t a t o re
“ideale” ma ci
auguriamo di incuriosire chiunque sia disposto a lasciarsi
coinvolgere dai mondi che
raccontiamo. La nostra idea di composizione si basa
sull’idea dell’arte come metafora del
reale. Caratteristica che apparentemente allontana
l’immediatezza. Nella nostra piccola
esperienza abbiamo sempre trovato ascoltatori attenti, al di
là dei gusti specifici, e questo per
noi è fondamentale.
D3: Transcode ha un Booklet Digitale con la storia completa
di Johnny. Quanto è importante
per voi il dialogo con chi ascolta al di là della musica?
R: Vorremmo che chi ascolta le nostre canzoni possa leggere
comodamente i testi, i quali,
possono sfuggire durante l’ascolto stesso, considerando
anche l’articolazione formale e i
contenuti semantici e, ancora, l’uso del dialetto. Nella
costruzione del senso unitario della
canzone, crediamo che la parte letteraria assolva allo
stesso ruolo della musica. Avere la
possibilità di rileggere i testi aiuta a capire il senso
delle canzoni, anche nel tempo.
Il booklet, inoltre, ci permette di valorizzare le immagini,
elemento che per noi ha sempre
ricoperto un ruolo organico nella comunicazione
artistica.D4: Avete ricevuto i primi feedback sull'album. C'è qualcosa che vi
ha sorpreso nelle reazioni
del pubblico?
R: Abbiamo ricevuto feedback molto interessanti, dai
contenuti anche molto distanti, per
senso e trasporto emotivo. Ci stanno dicendo che Transcode è un lavoro inquietante e dolce
nello stesso tempo.
D5: Qual è la canzone di Transcode che vi ha dato più
soddisfazione una volta completata?
R: Dal punto di vista musicale e tecnico tutto l’album.
So^io, emotivamente.
D6: Transcode parla molto di perdita. Ma c'è anche molta
speranza nel disco. Come
bilanciate questi due poli?
R: Con la consapevolezza di essere anche chi non è più con
noi. Transcode lo abbiamo
scritto, interpretato e realizzato con questa certezza
ferma.
D7: Un ultimo messaggio a chi ha già ascoltato Transcode e
vuole approfondire.
R: Di lasciarsi ulteriormente coinvolgere dalle parole e dai
suoni. Transcode è un disco che ha
bisogno di cura nell’ascolto ma che sa ridare questa
attenzione in termini di piacere della
scoperta degli imprevedibili particolari che si nascondono
negli angoli più impensabili.

